PAC in ETF: quanto resta davvero dopo costi, bollo e tasse

Le simulazioni di un piano di accumulo che si trovano online mostrano quasi sempre una cifra finale lorda: versi 200 € al mese, applichi un rendimento del 6% e dopo vent'anni ti ritrovi con oltre 90.000 €. È un numero corretto dal punto di vista matematico, ma non è quello che arriva sul conto. In mezzo ci sono quattro voci che un investitore italiano paga sempre: il costo annuo dell'ETF, l'imposta di bollo sul dossier titoli, le commissioni di acquisto e il 26% di tasse sul guadagno. In questo articolo le aggiungiamo una alla volta allo stesso esempio, per vedere quanto pesa ciascuna e quale conviene davvero tenere d'occhio.

Le ipotesi dell'esempio

Usiamo un caso tipico di chi inizia un PAC su un ETF azionario globale ad accumulazione:

Tutti i numeri che seguono sono calcolati mese per mese con queste ipotesi e arrotondati all'euro.

Passo 1: il risultato lordo

Senza costi e senza tasse, 240 versamenti da 200 € capitalizzati al 6% annuo diventano 91.129 €. Il guadagno lordo è di 43.129 € su 48.000 € versati: quasi il 90% in più di quanto hai messo. È questo il numero che vedi nella maggior parte dei simulatori.

Passo 2: il TER dell'ETF

Il TER (total expense ratio) è il costo annuo di gestione dell'ETF. Non lo paghi con un addebito separato: viene sottratto ogni giorno dal valore delle quote, quindi in pratica riduce il rendimento. Con un TER dello 0,20% il rendimento passa dal 6% al 5,80% annuo e il valore finale scende a 89.102 €: circa 2.000 € in meno in vent'anni.

Sembra poco per uno 0,20%, ed è proprio questo il punto: un ETF a basso costo pesa relativamente poco. Lo stesso calcolo con un fondo attivo all'1,5% annuo, cifra non rara per i fondi venduti allo sportello, porterebbe via circa 14.000 € dello stesso risultato.

Passo 3: l'imposta di bollo

Ogni anno sul dossier titoli si paga l'imposta di bollo dello 0,20% calcolata sul valore di mercato degli strumenti detenuti. Per le persone fisiche non c'è un tetto massimo, quindi cresce insieme al portafoglio: i primi anni costa pochi euro, verso la fine centinaia di euro l'anno.

Nel nostro esempio in vent'anni si pagano in totale 1.520 € di bollo. L'effetto sul valore finale però è un po' più alto, perché ogni euro pagato di bollo smette di rendere: il valore finale scende a 86.934 €, circa 2.170 € in meno rispetto al passo precedente. In pratica il bollo pesa quanto il TER di un ETF economico, ma a differenza del TER non dipende dal prodotto che scegli: lo pagano tutti.

Riepilogo prima delle tasse

Valore lordo senza costi: 91.129 €

Dopo il TER (0,20%): 89.102 € (−2.027 €)

Dopo il bollo (0,20%): 86.934 € (−2.168 €)

Passo 4: le tasse alla vendita

Per gli ETF armonizzati il guadagno è un reddito di capitale tassato al 26% nel momento in cui vendi. Con un ETF ad accumulazione, che reinveste i dividendi invece di distribuirli, durante i vent'anni non si paga nessuna imposta sul rendimento: tutto viene tassato alla fine.

Nel nostro esempio il guadagno è 86.934 − 48.000 = 38.934 €. L'imposta del 26% è di 10.123 € e sul conto restano 76.811 €.

VoceValore finaleDifferenza
Lordo, nessun costo91.129 €—
Meno TER 0,20%89.102 €−2.027 €
Meno bollo 0,20%86.934 €−2.168 €
Meno tasse 26% alla vendita76.811 €−10.123 €
Guadagno netto su 48.000 € versati28.811 €

Il guadagno netto è di 28.811 € contro i 43.129 € lordi: un terzo del guadagno se ne va tra costi e imposte. Tradotto in rendimento annuo, il 6% lordo diventa circa il 4,5% netto. È questo il numero da usare quando pianifichi un obiettivo, non quello lordo.

Le commissioni di acquisto: piccole ma su ogni rata

Molti broker offrono PAC in ETF senza commissioni, altri applicano una commissione fissa a ogni acquisto. Su una rata da 200 €, una commissione di 2 € vale l'1% del versamento, ed è un costo che si ripete 240 volte.

Ripetendo il calcolo completo con 2 € a rata (quindi 198 € effettivamente investiti ogni mese) il netto finale scende da 76.811 a 76.043 €: 768 € in meno, a fronte di 480 € di commissioni pagate. Non è il costo principale, ma con rate piccole conviene un broker che non applica commissioni sul PAC, oppure accorpare gli acquisti, per esempio 400 € ogni due mesi invece di 200 € al mese.

Il vantaggio nascosto: pagare le tasse solo alla fine

C'è un dettaglio che lavora a favore di chi accumula: il 26% si paga solo quando vendi. Fino ad allora la parte di guadagno che un giorno andrà al Fisco resta investita e continua a rendere.

Per capire quanto vale, rifacciamo l'esempio come se il 26% venisse pagato ogni anno sul guadagno maturato, come succederebbe vendendo e ricomprando ogni dicembre. Alla fine dei vent'anni, già al netto di tutte le imposte, resterebbero 73.603 € invece di 76.811 €: oltre 3.200 € in meno. Per questo, se l'obiettivo è accumulare nel lungo periodo, vendere e ricomprare senza un motivo preciso ha un costo fiscale reale, oltre alle commissioni.

E se il rendimento fosse diverso?

Il 6% è solo un'ipotesi. Ecco lo stesso PAC, con TER, bollo e tasse, a tre rendimenti lordi diversi:

Rendimento lordo annuoValore lordoNetto finaleGuadagno netto
4%73.007 €64.119 €16.119 €
6%91.129 €76.811 €28.811 €
8%114.532 €93.187 €45.187 €

La differenza tra uno scenario e l'altro è molto più grande di quella dovuta ai costi: il rendimento effettivo del mercato resta la variabile principale, e nessuno lo conosce in anticipo. I costi invece sono certi e si possono scegliere. Per questo ha senso concentrarsi su quello che controlli: un ETF con TER basso, un broker senza commissioni sul PAC e nessuna vendita inutile.

Infine, tutte queste cifre sono nominali: con un'inflazione media del 2% annuo, 76.811 € tra vent'anni equivalgono a circa 52.000 € di oggi in termini di potere d'acquisto.

Come rifare il calcolo con i tuoi numeri

Puoi stimare il tuo caso con il nostro calcolatore di interesse composto, in tre passaggi:

  1. inserisci capitale iniziale 0 (o quello che hai già), il versamento mensile e gli anni;
  2. come tasso usa il rendimento lordo meno TER e bollo: nell'esempio 6% − 0,20% − 0,20% = 5,6%. Il calcolatore restituisce circa 88.150 €, un po' più dei nostri 86.934 € perché usa una convenzione di capitalizzazione leggermente diversa, ma l'ordine di grandezza è lo stesso;
  3. togli dal risultato i versamenti totali e calcola il 26% sulla differenza: (88.152 − 48.000) × 26% = 10.440 € di imposte, per un netto di circa 77.700 €.

Se invece vuoi sapere a che prezzo medio stai comprando le quote nel corso del piano, usa il calcolatore del prezzo medio. Per il funzionamento del metodo di accumulo trovi la guida al Dollar Cost Averaging, e per le regole fiscali in dettaglio l'articolo sulla tassazione delle plusvalenze.

Domande frequenti

Il bollo si paga anche se l'ETF è in perdita?

Sì. L'imposta di bollo è patrimoniale: si calcola sul valore degli strumenti detenuti, non sul guadagno. Si paga anche negli anni negativi, anche se su un valore più basso.

Meglio un ETF ad accumulazione o a distribuzione per un PAC?

Per chi accumula e non ha bisogno di una rendita, l'accumulazione è di solito più efficiente: i dividendi vengono reinvestiti senza essere tassati subito. Con un ETF a distribuzione ogni dividendo incassato è tassato al 26% nell'anno in cui arriva, e per reinvestirlo devi fare un nuovo acquisto.

Le perdite su un ETF si possono compensare con il guadagno finale?

Non sempre. In Italia i guadagni sugli ETF armonizzati sono redditi di capitale e non possono assorbire le minusvalenze accumulate in passato. Le perdite su ETF, invece, possono compensare plusvalenze su azioni, obbligazioni o certificati entro il quarto anno successivo.

Il TER compare tra i costi addebitati dal broker?

No. Il TER è già incluso nel prezzo delle quote, quindi non lo vedi come addebito. Lo trovi nel documento informativo dell'ETF (KID) e nel rendiconto annuale dei costi che il broker è tenuto a inviarti.

Questo articolo ha scopo informativo generale e non costituisce consulenza finanziaria o fiscale personalizzata. I rendimenti ipotizzati sono esempi di calcolo, non previsioni: i mercati possono generare anche perdite. Imposte calcolate con le aliquote in vigore a ottobre 2026 (26% sui redditi finanziari, bollo 0,20% annuo). Per semplicità le commissioni di acquisto non sono state incluse nel costo fiscale: alcuni broker le includono nel prezzo di carico, riducendo leggermente l'imposta finale.

Simula il tuo piano di accumulo con versamento mensile, anni e rendimento netto.

📈 Apri il calcolatore di interesse composto →